L’importanza della tecnica

Svolgo la mia ricerca sulla vocalità in Italia da venti anni. Un progetto ambizioso sicuramente, ma guidato più dal bisogno di conoscere, di approfondire, di recuperare la memoria di un grande passato di canto, che dalla voglia di essere riconosciuta come “l’illuminata” che ha risolto l’enigma. Sono venuta dall’Argentina per studiare la gloriosa Scuola di canto romana, il cui creatore Antonio Cotogni fu un artista di grande nobiltà e creò una scuola dalla quale uscirono i più grandi artisti dell’epoca. Nel 1987 ebbi un incontro decisivo, assistendo come uditrice ad un corso a Varga tenuto dalla Sig.ra Magda Olivero (grandissimo soprano e considerata l’erede della scuola di canto di Cotogni in quanto studiò con il Maestro Luigi Gerussi, pianista di Antonio Cotogni). Da quel momento, sebbene dal 1985 già  insegnassi canto a Roma, iniziai ad elaborare una visione diversa dell’insegnamento. Venne fuori il bisogno di un lavoro corporeo , poiché non si può dire ad un allievo di rilassarsi se non si insegna la funzione interna del rilassamento. Il canto richiede un rilassamento attivo, ben diverso dal rilassamento passivo di altre discipline che puntano al benessere. Ho trovato nella Tecnica Alexander la risposta a molti di questi problemi, ad altri ci sono arrivata con l’esperienza. La respirazione corretta è diaframmatica intercostale, ma la funzionalità diaframmatica totale si verifica solo con la respirazione nasale, il problema è come respirare velocemente con il naso.

Bisogna decontrarre la base del collo ed i muscoli tensori laterali, che costringono il suono bloccandolo tra collo e palato, o portandolo a risuonare dove non c’è posto per la formazione di armonici fondamentali. A questo punto si ferma ogni possibilità di rilassamento attivo, fonte di equilibrio e di benessere e condizione indispensabile per una prestazione artistica di qualità. Questo lavoro vocale può essere impiegato per cantare ogni tipo di musica e risolvere i problemi dovuti ad un uso errato della voce. Serve anche a fare rieducazione post-operatoria, per correggere le abitudini sbagliate che hanno prodotto la patologia: corditi, noduli,etc. Nel 1994 nasce il laboratorio lirico Antonio Cotogni come elaborazione di questa ricerca vocale diversa, con l’idea di far cantare musica classica ai ragazzi che normalmente cantano rock o musica leggera o che semplicemente studiano canto per migliorare la conoscenza di se stessi. Da allora tanti sono passati dal laboratorio tutti cantando con entusiasmo e passione, liberando questa musica dal pregiudizio che da sempre la considera privilegio di pochi eletti. Non tutti loro sono diventati cantanti professionisti, ma sicuramente sono stati protagonisti di una visione culturale più complessa ed autentica. Nel 1997 nasce l’Associazione Culturale Antonio Cotogni, da allora penso che abbiamo fatto un salto qualitativo; si è creato un gruppo in grado di insegnare la tecnica Alexander applicata ai problemi della voce, a sostenere corsi nelle scuole per insegnanti e soprattutto ad insegnare che cantare bene con naturalezza ed emozione significa mettere tutti i muscoli a lavorare armoniosamente supportati dalla corretta respirazione. Chiudo citando Enrico Caruso che saggiamente diceva:

“Mai la tecnica ha fatto artista nessuno,

ma mai nessuno è diventato artista senza la tecnica”.

 

Rosa Rodriguez


  • "Mai la tecnica ha fatto artista nessuno, ma mai nessuno è diventato artista senza la tecnica”.

    Enrico Caruso

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