cultura 6

NEL VENTENNALE DELLA COTOGNI

PARLIAMO DI CULTURA

La cultura non può essere solo il piacere di evadere.
C’è in ognuno di noi il bisogno di sfuggire alla noia, ai problemi e alle preoccupazioni di ogni giorno.
Ed è positivo che questa necessità, venga riempita dalla cultura.
Ma, è anche importante che questo bisogno non venga sostituito con la sola evasione, a volte rivestita di qualche forma culturale.

L’evasione è l’opposto della partecipazione, non ponendosi positivamente in funzione d’una crescita culturale.
Evadere è uscire da una realtà, spesso alienante, partecipare è camminare verso un fine. Due realtà diverse: una isola, l’altra crea dei legami.
L’evasione è passiva e non tende alla condivisione.
La partecipazione, il voler coinvolgere altri esplorando interessi, ascoltando e vedendo cose nuove è un atteggiamento che ci porta a progredire , ad aprirsi, a capire.
Da secoli il tempo libero viene identificato come un lusso, sicuramente superfluo. Cambiare questo stato
di cose, per tutti, sarà un prodotto dell’educazione, perché se non si capisce l’utilità ed il significato, non si può dare un giusto contenuto a questo bisogno.
Nella società occidentale odierna, possiamo andare ovunque, ed è segno di prestigio il viaggio lontano, il ricaricarsi altrove, il lasciarsi tutto alle spalle, problemi, conflitti, in una vana ricerca di pace e di riposo, condizionato dal sapere che, al ritorno troveremo tutto uguale.
Più grande sarà la nostra illusione di stare meglio, di vivere una vera vita altrove, più ci sentiremo frustrati al ritorno, quando rapidamente torneremo alle condizioni della vita reale.
 E’ il modello sociale della cultura dell’evasione.
 In qualche modo, impedisce una ricerca interiore delle cose che realmente possono motivarci, perché non è nella fuga, sebbene piacevole, che possiamo recuperare un equilibrio interiore.
 Riposare nella realtà, farà si che il nostro tempo libero, sia pieno di significati.
Ed è in questa dimensione che la cultura ci aiuta ad una maggiore comprensione dei nostri bisogni, a guardare la quotidianità con occhi diversi, cercando altri stimoli per superare le difficoltà della vita.
Così i nostri viaggi, siano reali o solo nella nostra fantasia, saranno vera occasione di benessere e non l’unica forma di riposo mentale, che ci concediamo.
La cultura poi, si può esprimere in tanti modi diversi, dalla tradizione orale alla formazione accademica, ma, possiamo dire che una persona si coltiva quando al di fuori del suo lavoro, del suo ambiente e della sua famiglia, accumula conoscenze, non solo destinate alla realizzazione di un fine materiale.

 

© 2014 I contenuti monografici e le immagini presenti nel sito sono di nostra proprietà. Tutti i diritti sono riservati. The monographic content and images on this site are our property. All rights reserved.